smarketing° smarketing: una rete di professionisti della comunicazione e dell'etica di impresa

Le risposte alle domande del Webinar

 

Domanda 1 – Marta: Quanto bisogna essere attivi sui social per essere visibili il più possibili?

Raffaella : Buongiorno, dipende da molti fattori. Ma come regola generale vale di più essere costante e offrire contenuti coerenti. Poi sul “quanto essere presenti” è un processo, va testato e ci si assesta man mano, aggiustando il tiro e “ascoltando” molto i propri utenti.

 

Domanda 2 – Marta: Come si coltivano le impressions?

Raffaella: Ciao Marta, non è chiaro se ti riferisci a Facebook o Instagram. Se parli di Facebook, più che far riferimento alle impression è importante il valore della copertura dei tuoi post, perché indica il numero di persone alle quali Facebook ha mostrato il tuo post.

La copertura dipende da diversi fattori, te ne indico alcuni:

  • Tipo di argomento
  • Interazioni che genera: più ci sono commenti/mi piace/condivisioni, più l’algoritmo di Facebook mostrerà il tuo post
  • Formato: i video funzionano meglio delle immagini che funzionano meglio dei link esterni.
  • Creatività: due post con lo stesso testo ma immagini differenti possono avere risultati molto diversi. Oppure con la stessa immagine ma testo differente.
  • Orari e giorni (in misura minore)

Insomma, bisogna testare, continuamente, per capire cosa interessa di più al pubblico della tua pagina.

 

Domanda 3 – Marta: Quanto gli hashtag sono importanti per la visualizzazione del prodotto al di fuori dei follower?

Raffaella: Se ti riferisci a Instagram gli hashtag sono importanti perché sono lo strumento che questa piattaforma ha messo a disposizione fin dall’inizio per etichettare e quindi rendere “trovabili” (e farsi trovare) le immagini che vengono caricate. Quindi sono sicuramente fondamentali, purché scelti con criterio: non troppi, non troppo pochi, non solo quelli più generici e di grande utilizzo, perché se da un lato ti permettono di inserirti in un flusso di argomenti che gode di grande seguito, dall’altra ti trovi in competizione con migliaia di altre immagini e se non se particolarmente riconoscibile e capace di attirare l’attenzione (o se non investi in sponsorizzazioni) difficilmente verrai notata.
Invece su Facebook gli hashtag non hanno la stessa funzione perché la piattaforma ha logiche diverse da quella di Instagram. Diciamo che possono essere utili, nei post, magari per etichettare rubriche tematiche. Quindi non più di uno o due per post.

 

Domanda 4 – Marina: Perché ci sono molti profili fake in marketplace sono pericolosi?

Raffaella: Ciao Marina, i profili fake sono presenti da sempre su Facebook perché non è possibile fare un controllo a priori visto che non vengono chiesti i documenti al momento della registrazione. Ecco perché la piattaforma, oltre ad un costante controllo, ha messo a disposizione degli utenti gli strumenti per segnalarli all’assistenza. Ovviamente sono presenti anche nel marketplace, come nei gruppi. Sulla pericolosità, dipende dalle intenzioni di chi ha aperto un profilo fake, alcuni sono solo elementi di disturbo, altri si dedicano a vere e proprie truffe, quindi sicuramente basta un pochino di attenzione e buon senso.

 

Domanda 5 – Andrea: In pratica, suggerite di adottare un approccio Thinking Design. Individuare la propria buyer persona, fare ricerche – anche se sui minimi coi social – e definire una business strategy e un business plan. Morale: se vuoi stare sul mercato, devi essere un po’ marketer, un po’ designer, un po’ R&D, un po’ social media manager… Bonsai, ma pur sempre un approccio “pro” a 360°.  Mica fichi… 😉

Guido: Ci sono cose che ciascuno può imparare, altre a cui serve un affiancamento.
Noi di smarketing cerchiamo di formare i nostri committenti in modo da farli diventare dei dilettanti competanti.

 

Domanda 6 – Paula: È possibile usare questo strumento anche se sei un Odv che non può vendere?

Raffaella: ciao, a quale strumento ti riferisci in particolare? Se ti riferisci a Facebook Shop, è nato per la vendita di prodotti fisici.

 

Domanda 7 – Sonia: Ho creato lo shop su FB ma non riesco a collegarlo all’account aziendale di instagram; quale potrebbe essere il problema?

Raffaella: Ciao Sonia, è un po’ difficile risponderti non sapendo che tipo di errore riscontri, se ti appare qualche messaggio.
Hai creato su Facebook anche il catalogo da collegare a Instagram per poi fare la richiesta di approvazione (direttamente dall’account business)?

 

Domanda 8 – Paula: Si può attivare whatsapp business nello stesso telefono e numero di un whatsapp normale o deve avere un suo numero?

Raffaella: Ciao Paula, per attivare whatsapp business devi utilizzare un numero diverso da quello che usi per whatsapp normale. Puoi collegarlo anche ad un numero fisso. Sullo stesso telefono puoi farlo se hai una dual SIM

 

Domanda 9 – Stefano: avere un proprio sito ed un e-shop personale è veramente importante  se gia utilizziamo facebook instagram? sono una piccola azienda apistica che ha un target di clienti sopratutto locali..grazie

Raffaella: Ciao Stefano, i canali social sono uno strumento importante per farsi conoscere e avviare una conversazione con i clienti e potenziali clienti. Ma devono portare traffico al sito, perché solo il sito è “la casa” della tua attività. Infatti è uno spazio realmente tuo, con contenuti che tu pubblichi e dei quali hai il controllo. Un sito lo puoi personalizzare e adattare alle tue esigenze, lo puoi modificare nel tempo al crescere della tua attività. E quei contenuti rimarranno sempre tuoi. Viceversa, i canali social sono di proprietà di una azienda e così i contenuti che tu pubblichi. Se all’improvviso Facebook decidesse di chiudere le sue piattaforme (Facebook, Instagram, Whatsapp), rimarresti senza nulla dei tuoi contenuti e senza alcun canale di comunicazione.  Come abbiamo visto nel webinar, gli strumenti sono solo un pezzo di una strategia. E la strategia deve avere al centro la tua attività (e il sito). Sarebbe importante dotarsi, quando possibile, magari nel tempo, anche di altri strumenti come la newsletter, il blog. E, se già non ce l’hai, visto che se una azienda locale ti consiglio Google My Business: gratuito, potente, versatile. Se lo tieni aggiornato funziona come una sorta di minisito davvero utile per essere trovato su Google. Fermo restando il discorso di cui sopra, ovvero che è uno strumento esterno, da affiancare insieme agli altri attorno al tuo sito.