Lo scopo dello smarketing non è aumentare le vendite, ma facilitare la comunicazione di enti e aziende che perseguono valori ambientali, etici, sociali, culturali o conviviali.
Lo smarketing è uno dei temi della cosiddetta altra economia, assieme a decrescita, chilometri zero, economia sociale, commercio equo e solidale, G.A.S., monete locali, autoproduzione...
Sviluppa una critica radicale dei meccanismi, degli scopi e dei valori della pubblicità commerciale e più in generale delle strategie di mercato, intese come colonizzazione dell'immaginario, allungamento della filiera ed incentivo allo spreco di energia e materia.
Lo smarketing denuncia inoltre che le retoriche e le tecniche dell' adveritsement sono divenute così pervasive da condizionare spesso la comunicazione di soggetti che dovrebbero avere una visione del mondo opposta al consumismo: troppo spesso enti pubblici, associazioni, imprese non profit, imprese della decrescita imitano grossolanamente stili, retoriche e supporti del marketing commerciale, con inutili costi di tempo, soldi e risorse.
Mediante servizi, consulenze e corsi, gli artigiani della comunicazione che aderiscono ai principi dello smarketing suggeriscono a questi soggetti collettivi un modo di comunicare più idoneo alla loro natura, alla loro economia ed alle aspettative del loro pubblico.
Per approfondire clicca qui.