smarketing° smarketing: una rete di professionisti della comunicazione e dell'etica di impresa

Storia dell’idea

Avventurosa storia della parola smarketing

1994 – 2004, dalla teoria alla pratica
Negli anni ’90 lo smarketing  era un’idea principalmente teorica e laboratoriale, nata in seno all’Università in un decennio in cui Geronimi insegnava Nuovi Media alla Statale di Milano nell’équipe di Gianni Degli Antoni (al polo informatico di Crema);
L’idea era già quella: inversione del flusso comunicativo in un’ottica anti-consumista per opporsi alle distorsioni del mass-market.
Le basi teoriche erano solide ed autorevoli, sviluppate nel nord Italia e in Svizzera a partire dai primi anni ’90 sulla base degli scritti di ecologia della comunicazione di Marco Geronimi Stoll e sulla letteratura sui temi complessità (Gregory Bateson, Humberto Maturana, Francisco Varela, Edgard Morin); nei primi anni del nuovo decennio assimila il Cluetrain Manifesto, contemporaneamente si avvicina ai temi della decrescita di Serge Latouche e alle forme auto-organizzate dell’economia resiliente in sud America.

2004- 2008 quando il successo è stato controproducente
Dall’estero venivano diversi esempi concreti che funzionava in pratica, ma le associazioni e le aziende etiche in Italia erano ancora intrise dei modelli del marketing ed erano poco propense. Le poche manifestazioni pratiche si manifestavano principalmente nei social forum.

Solo nel 2004 siamo invitati a pianificare una campagna innovativa basata su questi metodi; ce la chiedono di marketing, glie la facciamo di smarketing. È la storia contraddittoria di La 220, un’azienda che avrebbe potuto scardinare le leggi del mercato elettrico e che ha avuto la fine che molti sapete. È stata la prima in Italia a comunicare con lo smarketing e i risultati sono stati – numeri alla mano- clamorosi, con pochi spiccioli di budget, usando solo internet e qualche radio di nicchia riusciva a contendere quote di mercato alle grande aziende nazionali coi loro budget pubblicitari miliardari. Non è un caso che dopo tre anni la 220 sia stata fatta uscire di scena con giochi societari che tutt’ora sono poco chiari, accorpata da un’azienda di opposta visione.
Noi che ci siamo visti morire il lavoro tra le mani non siamo stati a lungo a piangere, ci siamo detti: noi siamo una squadra forte e affiatata, ci mettiamo in proprio. Ci mettiamo in rete. Era il 2008, nasceva Smarketing come lo conoscete voi.

2008 – 2017 nasce la rete

Centinaia di clienti, migliaia di allievi ai corsi, due libri pubblicati di cui il primo (“smarketing” ediz. Altreconomia) è in terza ristampa. Centinaia di articoli sui blog.

La rete è stata inizialmente una organizzazione informale, con l’intenzione di formalizzarsi in associazione culturale. Con l’andare del tempo quella che sembrava una soluzione temporanea si è rivelata efficace e agile, quindi oggi restiamo una rete di fatto di partite iva senza alcuna identità formale, che si sono consorziate attorno ai valori che in questo sito descriviamo, e delle tecniche di comunicazione che ne conseguono.
Sembra tanto, ma è tutto fatto in modalità “bicicletta”, tanta fatica, spesso con la difficoltà di spiegare al cliente che non stai facendo advertising; alcui restano delusi, si aspettano un’agenzia un po’ “alternativa che fa “green washing”. Non lo siamo neanche un po’. Ci pigliamo il lusso di scegliere tra i clienti e rinunciare a quelli che non ci danno sufficienti garanzie etiche, ambientali e sociali. Che sono tanti e sono quelli più disposti a spendere. Dire di no ai soldi è sempre difficile, ma ci viene spontaneo, sincero, esplicito.

2018 sempre più formazione e affiancamento

Così abbiamo clienti bellissimi, anche se spesso hanno poco budget, e quindi dobbiamo lavorare sempre su tanti piccolissimi progetti veramente economici.
Con il sistema classico è dispersivo. Questo sposta gradualmente il nostro ruolo, sempre di più siamo facilitatori, formatori, affiancatori; sempre di meno produciamo un prodotto “chiavi in mano” fatto e finito con il classico sito, l’immagine coordinata, i testi, il piano editoriale…
Ci piace.

Se vi interessa sapere come facciamo, leggete
– scopi della comunicazione
– filiera colta